Politica

mastella innocente

caso mastella

Forse non ci rendiamo conto. Un ministro della Giustizia del governo italiano è stato indagato da una procura della Repubblica sulla base di prove inesistenti e a causa di un’inchiesta fondata sul nulla (a) quel ministro è stato costretto alle dimissioni, (b) una riforma della giustizia importante è stata archiviata per sempre, (c) un governo è stato costretto ad andare a casa. Nove anni dopo, rispetto a quel giorno, qualcosa è cambiato ma non ci sarà mai una sinistra di governo che potrà risultare credibile se non affronterà un tema che in tutti questi anni nessuno ha avuto il coraggio di affrontare fino in fondo: il dramma di un paese (lo sta capendo persino Di Pietro) che non ha ancora trovato il giusto vaccino per proteggersi da un virus letale chiamato circo mediatico-giudiziario. Se il Pd vuole davvero segnare una discontinuità con la stagione dell’Unione non si può che partire da qui. E da qui partiremo anche venerdì quando incontreremo Renzi a Milano per dibattere sull’Italia che sarà.

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Bravo Presidente!!!

mattarella

Mattarella e il perimetro anti sfascio

Bordate contro pm da talk show e creduloni no vax. Meglio di un monito

di Claudio Cerasa

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23 Ottobre 2017 alle 20:44

Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Il passo è sempre felpato ma la direzione è sempre più chiara e nel giro di pochi giorni il presidente apparentemente senza forte identità ha cominciato a mostrare qua e là quale debba essere il perimetro dell’Italia di buon senso alternativa all’Italia del populismo. Sergio Mattarella lo ha fatto prima colpendo al cuore i professionisti della repubblica giudiziaria (“La toga non è un abito di scena”) e poi osservando la disposizione in campo delle forze politiche sulla legge elettorale (una legge che Mattarella apprezza perché permette di dare alle forze politiche affidabili la possibilità di poter arrivare al voto con un piano A ma anche con un piano B). 

Anche Mattarella in difesa dei vaccini

"Non possiamo accettare che le credenze anti-scientifiche ostacolino indispensabili azioni preventive come le vaccinazioni", ha detto il presidente della Repubblica  E lo ha fatto lunedì intervenendo contro la democrazia dei creduloni, alla cerimonia dei Giorni della ricerca al Quirinale, ricordando che “non possiamo accettare che nel Ventunesimo secolo acquistino credito credenze anti-scientifiche e che queste credenze ostacolino indispensabili azioni preventive come le vaccinazioni”. Niente gogna. Niente magistrati da talk-show. Niente sfascio sulla legge elettorale. Niente creduloni. Niente no vax. Il perimetro è chiaro. Il messaggio pure. I destinatari non ne parliamo. Forse, i segnali, messi insieme, sono persino meglio di un monito.   

 

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Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Il passo è sempre felpato ma la direzione è sempre più chiara e nel giro di pochi giorni il presidente apparentemente senza forte identità ha cominciato a mostrare qua e là quale debba essere il perimetro dell’Italia di buon senso alternativa all’Italia del populismo. Sergio Mattarella lo ha fatto prima colpendo al cuore i professionisti della repubblica giudiziaria (“La toga non è un abito di scena”) e poi osservando la disposizione in campo delle forze politiche sulla legge elettorale (una legge che Mattarella apprezza perché permette di dare alle forze politiche affidabili la possibilità di poter arrivare al voto con un piano A ma anche con un piano B). 

 

Anche Mattarella in difesa dei vaccini

"Non possiamo accettare che le credenze anti-scientifiche ostacolino indispensabili azioni preventive come le vaccinazioni", ha detto il presidente della Repubblica  E lo ha fatto lunedì intervenendo contro la democrazia dei creduloni, alla cerimonia dei Giorni della ricerca al Quirinale, ricordando che “non possiamo accettare che nel Ventunesimo secolo acquistino credito credenze anti-scientifiche e che queste credenze ostacolino indispensabili azioni preventive come le vaccinazioni”. Niente gogna. Niente magistrati da talk-show. Niente sfascio sulla legge elettorale. Niente creduloni. Niente no vax. Il perimetro è chiaro. Il messaggio pure. I destinatari non ne parliamo. Forse, i segnali, messi insieme, sono persino meglio di un monito.   

 

 

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23 Ottobre 2017 alle 20:44

 

Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Il passo è sempre felpato ma la direzione è sempre più chiara e nel giro di pochi giorni il presidente apparentemente senza forte identità ha cominciato a mostrare qua e là quale debba essere il perimetro dell’Italia di buon senso alternativa all’Italia del populismo. Sergio Mattarella lo ha fatto prima colpendo al cuore i professionisti della repubblica giudiziaria (“La toga non è un abito di scena”) e poi osservando la disposizione in campo delle forze politiche sulla legge elettorale (una legge che Mattarella apprezza perché permette di dare alle forze politiche affidabili la possibilità di poter arrivare al voto con un piano A ma anche con un piano B). 

 

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