Politica

Il follower MUNNO si è stancato

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ANCHE IL FOLLOWER MUNNO SI E’ STANCATO!

IL Ferragosto, l’ASSUNTA, la processione, le luminarie, il comitato festeggiamenti, il prete, il fuochista dell’incendio del campanile( molti di questi pretendono il pagamento a nero, sennò niente, ti lasciano a piedi), IL CONCERTINO, anche qui, molto nero. Negli ultimi anni questa festa ha, come dire, “manifestato”e palesato il clima di consenso, o meno cittadino, intorno al sindaco (e compagnia bella). Nel 2010 o giù di lì il sindaco in chiesa mentre si apprestava a occupare il posto nella processione subì una sgradevole contestazione sonora (un pernacchio) che segnò, poco dopo la fine della sua amministrazione. Sono segnali che i cittadini, stanchi,dei disservizi, timorosi per la strisciante serie di atti delinquenziale ai loro danni, oppressi dagli insetti per le mancate disinfestazioni (se avvengono di notte senza un controllo della polizia municipale è come se non fossero mai avvenute), i cittadini dicevo, manifestano nel modo più creativo possibile, il loro disagio. Al momento c’è una nuova giunta che il sindaco è stato costretto a fare per restare tale, ma pare, che l’unico argomento che tiene in piedi il governo cittadino sia il probema urbanistico(?) dove la parte del padrone della foresta la detiene il RE degli animali. Per il resto, vale a dire le strade, l’immondizia, la sicurezza, la sanità, l’assistenza ai bisognosi l’occupazione dei marciapiedi ai danni di pedoni e persone anziane da parte dei commecianti, pare, che al sindaco, non glie ne frega niente.

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SONO TORNATI

gennaro e totonno

SONO TORNATI! NON CI POSSO CREDERE, SONO TORNATI.

Sono bastati pochi mesi di nuova amministrazione e sono tornati. Gennà ma che fai parli sulo? Ti devi far curare. Totonno carissimo, si fa per dire, ti ricordi quando con il sindaco Giudici anni, Campo chiaro e via dicendo c’erano le strade invase dalla monnezza? Certo che me lo ricordo. Ti ricordi quando lo STIR di S. Andrea ci appestava con la puzza marcata Enzo Codice? Jazz.! Ti ricordi quando tutte strade erano piene di buche e dovevamo camminare a zig gag e ti ricordi quando il procuratore Lembo dichiarò che Santa Maria CV era la cucina dei casalesi? Mi ricordo tutto, ma che c’entra? C’entra Totonno mio! Tutte queste cose sono tornate o stanno per tornare, ci sono i segnali. Gennaro ma il sindaco Antonio Mirra, dicono che è una brava persona.-Totonno,pure mio nonno era una brava persona, ma non sapeva fare il sindaco. Ma che vuoi dire che chi deva fare il sindaco non deve essere una brava persona? No che hai capito, deve essere una brava persona, ma deve pure capire che le altre “brave persone” che girano intorno a lui non possono continuare a brigare, a complottare, a parlare del bene della città mentre in effetti si stanno occupando dei fatti loro, (terreni, piano regolatore, incarichi personali, favori sottobanco e altro, tanto altro. Gennaro tu lo sai che io ci metto un po di tempo per capire. Mi stai dicendo a modo tuo che il sindaco o è troppo buono e perciò non è buono per la città, o fa finta di non capire e nemmeno in questo caso è buono per la città, oppure, nonostante le apparenze il sindaco vero non è lui perché gli altri lo tengono per le palle e gli fanno fare quello che vogliono loro. Azz…Totonno hai fatto un corso accelerato di cazzimma sostanziale. Complimenti ci sei andato molto vicino. Ora hai capito che siamo tornati ai tempi di Giudicianni, (Casalesi,speculatori, palazzinari a tutti i costi), anche lui era una brava persona, ma fare il sindaco è un’altra cosa.

e VERDINI?

Verdini

Bell'affare la mostrificazione di Verdini

Assolto nel processo detto P3. Ma intanto è stato fatto fuori da tutto

16 Marzo 2018 alle 21:05

Denis Verdini è fuori da tutto pur essendo stato il mediatore e l’architrave dei governi dei passati cinque anni, e colui che ha favorito un’operazione strategica, il patto del Nazareno, poi naufragata con le riforme elettorale e istituzionale in seguito alla rottura di Renzi e Berlusconi sul Quirinale. E’ fuori perché è stato mostrificato dal circuito mediatico-giudiziario. Ora è stato assolto dall’accusa di aver tramato contro le istituzioni, nel grottesco processo detto P3, per non aver commesso il fatto.

Se fare politica sia un reato

Cercare riservatamente di esercitare influenza non è da galera. Il processo per la P3 è una sceneggiata senza senso, a guardarla così, con buon senso. Il reato in questa zona grigia di azione politica e informativa non si vede, e se si veda è una definizione illiberale del reato.

di Giuliano Ferrara

Si farà anche questa, dopo la trattativa, processo senza fattispecie d’accusa chiara: il processo per la P3. Una sceneggiata senza senso, a guardarla così, con buon senso. Tutto comincia per una indagine non proprio d’impatto eccezionale su un affarista che vuole combinare qualcosa per l’eolico in Sardegna, e fa azione di lobby con il presidente della regione e i suoi amici del centrodestra. Seguono intercettazioni e appostamenti e foto. Si scopre che a casa Verdini si riuniscono in tanti, compresi un sottosegretario e due magistrati tutti già usciti dall’indagine e non rinviati a giudizio. Verdini e altri invece sì.

Perché? Perché agiscono in segreto, contro la legge Anselmi sulla P2, riunendosi per sapere che ne sarà del lodo Alfano, che ne sarà della sentenza sui soldi di Berlusconi a De Benedetti. E vabbè, siamo borderline, concediamolo, ma il reato in questa zona grigia di azione politica e informativa non si vede, e se si veda è una definizione illiberale del reato. Infatti la riservatezza, il carattere privato delle riunioni di partito e di gruppo a scopi politici e istituzionali, non sembrerebbe proprio un reato da galera; se lo fosse, in troppi dovrebbero affollare i carceri italiani. Dicono che il patto del Nazareno è segreto: che vuol dire? Vuol dire che il risultato di un incontro e di un’alleanza politica per le riforme istituzionali, se ci fosse stata qualche chiacchiera di troppo tra i contraenti la stipula, diventa reato penale. Via, signori giudici: l’eolico non si fece, il lodo Alfano fu dismesso, i soldi a De Benedetti furono pagati e in gran copia, e l’uso di riunirsi per ottenere informazioni e influire su nomine e politiche pubbliche non è ancora né crimine né peccato mortale.

INGROIA CHI?

ingroia

Ingroia e i cronisti passati dalle lodi all'affettata meraviglia

La novità è solo il sequestro di beni e la linea della difesa ha qualche fondamento. Nessuna voglia di infierire sull'ex pm dei due mondi, semmai su chi racconta, e ha raccontato, la sua parabola

Oggi i giornali metteranno in pagina titoli visibili sulla notizia relativa al dottore Ingroia indagato per peculato dalla procura di Palermo, ma la notizia è vecchia e l’avete potuta leggere qui circa un mese fa. Questa rubrica ha curato passo dopo passo la singolare vicenda dell’ex pm dei due mondi divenuto prima commissario liquidatore poi amministratore della società partecipata regionale, poi divenuta interamente proprietà della regione Sicilia, addetta ai servizi informatici dell’ente locale.Della conduzione di Ingroia si è occupata per prima la magistratura contabile poi quella penale. L’indagine è stata in due fasi, un primo proscioglimento per alcune assunzioni poi la ripresa delle indagini su altre vicende. In mezzo, ecco quello che probabilmente fa da spartiacque, la riqualificazione del ruolo di Ingroia dopo l’uscita dalla società del socio privato. L’azienda cambia nome e con un miracolo contabile si affranca da un pesante passivo. Ingroia lo ritiene un successo della sua sagace conduzione e si assegna, divenuto amministratore, un corposo premio di produttività. La procura lo indaga per peculato. Tutto questo ve lo avevamo già raccontato. La notizia nuova riguarda solo il sequestro degli oltre centomila euro del premio. La linea difensiva si attesta sulla scrupolosa osservanza da parte dell’indagato delle leggi e delle procedere e conoscendo le vicende della regione può essere che, in linea di diritto abbia qualche fondamento. Intanto la nuova giunta guidata da Nello Musumeci non ha rinnovato l’incarico all’ex pm. Qui non c’è nessuna voglia di infierire su Ingroia, ma sui cronisti che ne cantarono le lodi e ora affettano meraviglia, è faticoso trattenersi.