ARRIVANO I PALAZZINARI CEMENTIFICATORI

mirra pappadia leone

Zone bianche  

Tutti sanno che la competenza territoriale in materia urbanistica è gestita dai comuni, che ne esercitano i poteri di salvaguardia con i piani regolatori ed i relativi regolamenti di applicazione.

         Sono questi vere e proprie norme che vincolano gli spazi, i confini, le destinazioni d’uso, i centri storici etc. del territorio comunale, fissandone criteri e modalità in materia urbanistiche.

         Non tutti però sanno che i provvedimenti normativi comunali non sono eterni e che hanno una loro vita limitata nel tempo. Ora evitando di avventurarci in dettagli molto complessi, a modo di esempio diciamo che se un comune destina una parte di terreno a zona edificabile,nell’arco di un periodo di tempo prestabilito per legge, questo perde efficacia e da quel momento si trasforma in “zona bianca”, assumendone di conseguenza le caratteristiche urbanistiche delle zone agricole ed il relativo basso coefficiente di edificabilità.

         Va detto che la nascita delle zone bianche è un fenomeno molto ricorrente e tipicamente nazionale per un’atavica tradizione di fare le leggi e disattenderle nel tempo. In realtà il fenomeno delle “Zone bianche” è tenuto sotto controllo dalle amministrazioni comunali in modo approssimativo, che trascurano di adottare nei tempi giusti i provvedimenti necessari, vuoi per la complessità e le lungaggini burocratiche, vuoi per circostanze di politica locale che determinano situazioni a volte assurde.

         E’ opportuno ricordare che le strutture politico - amministrativa ogni volta che paventano la nascita di zone bianche dovrebbero tenere sotto controllo le scadenze dei termini previsti dai piani regolatori e nelle rispettive loro competenze sollecitare gli organi dell’amministrazione comunale (sindaco, consiglio comunale e giunta comunale) a prendere decisioni in merito, siano esse di riconferma dei vincoli preesistenti, siano essi quelli di modificare le destinazioni d’uso etc..

         Anche la città di Santa Maria Capua Vetere è incappata in questo tragico tran tran ed il territorio comunale è stato letteralmente dilaniato, in modo,a dir poco, vergognoso. La tarantella che vede la nascita delle zone bianche, la mancanza di adeguate misure correttive,il ricorso a mezzucci interpretative delle norme, la presunta maldestra applicazione dell’ “escamotage” hanno letteralmente azzerato l’esistenza di giardini padronali ed hanno favorito la nascita di interi rioni in spazi angusti e contro ogni civile norma di abitabilità.

         Ma non è finita !!! Pare che ci siano in atto nuovi proposte “eversive”, in quanto si è appreso che da parte dei soliti ignoti(?) sia stata avviata la procedura che vede l’intervento di un Commissario straordinario, il quale per un “pugno di dollari” dovrà nominare un tecnico, che a sua volta, con un compenso ben diverso, dovrà intervenire nella regolamentazione urbanistica in materia di zone bianche. Poveri soldi dei cittadini ! La cosa a dir poco appare strana, anche perché, pare, che la nomina può essere pilotata da un consigliere di maggioranza che milita anche nell’istituzione elettiva che dovrà deciderla.

         A questo punto non ci resta che piangere e sperare che finalmente possa venire un uomo della caratura del console romano Furio Camillo, che abbia il coraggio di buttare nella bilancia del fragile equilibrio politico locale la sua spada. Oppure che finalmente il povero Diogene, stanco della ricerca dell’uomo in Atene, venga nella antica Capua e dica finalmente di aver trovato l’ “uomo”; ma forse la cosa migliore per noi poveri concittadini è quella di chiedere a Camilleri di prestarci il commissario Montalbani. Quello, almeno, i gambassini li ha !!!!!

                                             Il Gladiatore