Arriviamo al punto?

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 Da   CASERTACE'    

 

Cadono i vincoli per le opere-standards a favore dei cittadini, presto fioccheranno concessioni edilizie aiosa

Il comune alla scadenza quinquennale, si avvia a non reiterare i vincoli per moltissime aree e quindi i proprietari rivolgendosi direttamente all'amministrazione comunale......

S.MARIA.CV. (g.g) - Quando la politica é serva dell'economia la città inevitabilmente diventa merce di scambio in ogni sua parte, succede, allora, di interessarsi più alla "vocazione edificatoria" dei suoli e di considerare inutile e superfluo ogni vincolo e ogni destinazione che non sia di natura edilizia. 
A SMCV gli standard urbanistici (aree dedicate ad attrezzature, spazi e servizi di interesse comune), sono in decadenza. Le aree destinate a scuole, parchi, piazze, biblioteche, attrezzature sanitarie e sportive sono erose da utilizzazioni private o, distorte dal loro uso, dalla commercializzazione selvaggia, dove il cittadino diventa cliente e il portatore di diritti si riduce a portatore di interessi economici altrui. Questo è un andazzo che va avanti da anni e anni.
Anche l'ultimo baluardo dei vincoli urbanistici espropriativi, preordinati alla destinazione di insediamenti o infrastrutture di interesse collettivo e di pubblico servizio, è in rovinoso declino . 
E possiamo dire che negli ultimi anni la tendenza sembra essere addirittura in peggioramento; si stanno infatti registrando numerosi casi in cui per diverse aree sottoposte a vincolo espropriativo di durata quinquennale non è stata adottata la reiterazione/rinnovo del vincolo da parte degli uffici comunali preposti e per le quali, in attesa del nuovo PUC, avrebbero potuto invece adottare la norma di salvaguardia prevista dall'art.10 della L.R...

Le pressioni dei titolari di quelle aree, ovviamente, sono appannaggio della nomina di un commissario provinciale ad acta che, per legge, decreta un provvedimento da sottoporre alla giunta provinciale per l'ottenimento dell'immediata cessazione del vincolo con conseguente riapproprio del bene e relativo rilascio della concessione edilizia. 
Ci si chiede perché il comune, il quale ha l'obbligo di procedere alla ripianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica, preferisce dare voce in capitolo alla giunta provinciale e perdere definitivamente queste aree così importanti per la città?
Possibile che le somme per la reiterazione dei vincoli non siano state inserite nel bilancio comunale?
Con tutte queste continue modifiche - che importano varianti al PRG senza passare dal consiglio comunale - come si può arrivare alla definizione del PUC?