Mala Politica

Gira e rigira ma.......

1 2016 06 23

Da Casertace  

S. MARIA C.V. Che figuraccia gli uffici tecnici del comune: quello di Ramicaf non è un vincolo che può scadere. Buttati via quattrini a palate, vi spieghiamo il perché

  SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) – La vicenda dei 7 vincoli decaduti di cui abbiamo già scritto continua a stimolare la nostra attenzione, soprattutto per gli ingenti costi delle procedure azionate per le casse del Comune di Santa Maria Capua Vetere e quindi per le tasche dei sammaritani

Abbiamo compreso da tempo che a Santa Maria Capua Vetere noi di CasertaCe dobbiamo sopperireall’azione dell’opposizione che, a parte rari ed eccezionali casi, è alquanto insussistente, quindi, ci siamopresi la briga di approfondire la natura dei vincoli e sostituirci a quella istruttoria che avrebbe dovuto fare
l’Ufficio Tecnico del Comune di Santa Maria Capua Vetere e che avrebbe permesso di risparmiare i certi 66.000,00
euro già impegnati ai quali dovranno aggiungersi i compensi dei Commissari ad acta nominati dalla
Provincia.La nostra indomabile curiosità ci ha portati a scoprire che le particelle per le quali Ramicaf chiede la
rideterminazione della destinazione urbanistica coincidono (con le dovute precisazioni da fare in relazione
ad una delocalizzazione fatta dalla stessa Ramicaf, amministratore D’Angelo, molto stimato dal presidente del consiglio comunale Danilo Feola quando ha chiesto il permesso a costruire) con il Vincolo n. 78 del Piano Regolatore che consiste in vincolo a “parcheggio”.

E’ doveroso quindi spiegare ai nostri lettori ma – probabilmente – soprattutto ai dirigenti della Provincia di
Caserta e del Comune di Santa Maria Capua Vetere che vi 
sono diverse tipologie di vincoli: quelli
espropriativi e quelli conformativi, il vincolo a parcheggio è un vincolo conformativo.I vincoli conformativi si differenziano dai vincoli preordinati all’espropriazione in quanto non svuotano il
contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene in modo da renderlo inutilizzabile
rispetto alla sua destinazione naturale, o diminuendone significativamente il valore di scambio: costituendo
espressione della volontà conformativa del pianificatore.

In poche parole si tratta di terreno che vale meno.

I vincoli di questo tipo non sono soggetti a decadenza ed hanno validità a tempo indeterminato.
A riprova che ciò che scriviamo non è una nostra invenzione, ci sembra utile riportare, anche e soprattutto a
beneficio di chi avrebbe dovuto intervenire per evitare sprechi e procedure illegittime, una delle tantissime
pronunce che è facilissimo rinvenire in rete che chiarisce come “
Il vincolo a parcheggio non può
considerarsi vincolo preordinato all’espropriazione(e quindi soggetto a decadenza quinquennale) e ciò perché la destinazione a parcheggio può essere attuata anche dal titolare dell’area.” – T.A.R. Veneto Venezia Sez. II, 31-05-2006, n. 1554.
La procedura posta in essere dalla Provincia di Caserta e non opposta dal Comune di Santa Maria Capua
Vetere è quindi illegittima e inapplicabile al caso della Ramicaf ed in tal senso, a rafforzare la nosrra tesi
richiamiamo ancora una volta il giudice amministrativo: il Tar dell’Emilia-Romagna, nel 2017, chiarisce che: “
Costituisce vincolo (meramente) conformativo quello impresso sull’area a sede
viaria e (o)parcheggio dal PRG e quindi è insussistente (stante la mai avvenuta decadenza ratione
temporis del relativo vincolo) alcun obbligo dell’amministrazione di dar risposta, per manifestaGira

DA CASERTA REPORT

1 clemyperdonatocani

Munno (Mis): “Mentre il sindaco fa il ‘brillante’, la città affonda”

Home»In Evidenza»Munno (Mis): “Mentre il sindaco fa il ‘brillante’, la città affonda”

Posted on 4 Ago, 2018

SANTA MARIA CAPUA VETERE – “Mentre il Sindaco Mirra fa il brillante con i soldi dei SAMMARITANI, distribuendo contributi a PIOGGIA ad associazioni, chiese e comitati per feste e festini, la CITTÀ viene letteralmente modificata da città commerciale a città galleggiante con 10 minuti di pioggia! E se si facessero meno commissioni? E se il patrimonio comunale invece di regalarlo si iniziasse a renderlo produttivo per le casse del comune? Forse qualche spicciolo in piu’ si troverebbe per pulire le circa 600 caditoie presenti sul territorio… E forse non trasformeremo più SMCV IN VENEZIA per SOLI 10 minuti di pioggia ! #MirraDimettiti e fallo subito, risparmiamo 250mila euro!

CHE COSA SONO LE ZONE effe-(F)

Lo scenario notturno dellAnfiteatro Campano 

S. MARIA CV e LE ZONE   “F”

Proviamo a fare chiarezza sulle fumose interpretazioni che i tecnici e i politici sammaritani degli ultimi venti anni hanno dato alle zone “F”.

Diciamo innanzi tutto cosa è una zona “F” : la legge urbanistica 6 agosto 1967 n. 765 introducendo

La pianificazione urbanistica istituisce le COSIDDETTE “zone territoriali omogenee”, aree in cui viene suddiviso il territorio comunale a seconda delle varie destinazioni.

In sintesi ogni comune doveva dotarsi di una zonizzazione del territorio comunale al fine di consentire un’ottimale programmazione urbanistica.

Le zone “F” sono quelle parti del territorio comunale destinate ad impianti ed attrezzature di

interesse generale: quelle attrezzature rivolte ad assicurare alla comunità i servizi relativi alla vita sociale e culturale.

In tali aree possono essere realizzati parchi e giardini e possono essere ubicate, attrezzature per lo svago, come.

chioschi, teatri all’aperto, impianti sportivi per allenamento e spettacolo e simili: in particolare attrezzature scolastiche di grado superiore (medio superiore, universitario, post-universitario, di ricerca) .attrezzature sanitarie ed ospedaliere. attrezzature destinate al tempo libero ed alla qualificazione ambientale , aree destinate a verde pubblico (parchi urbani). In sostanza tutti quegli standard urbanistici che ammiriamo, e osserviamo in tante città e paesi soprattutto del nord, che realizzando adeguati livelli di qualità della vita evitano di utilizzare quegli spazi per speculazioni edilizie.

Nella nostra città nel corso degli ultimi venti anni, si sono consentite gravi “speculazioni urbanistiche”. Non possiamo non chiederci che ruolo hanno avuto in tutto questo i sindaci, i consiglieri, gli assessori e gli stessi magistrati che si sono succeduti nel tempo, che avrebbero potuto intervenire e non sono intervenuti.

Lo scempio che e’ stato fatto delle zone “F” a S. Maria C.V. a chi deve essere ascritto?

Questi attori a guisa di marionette e burattini a volte manovrati da poteri esterni alla realtà cittadina, negli anni trascorsi hanno consentito l’arricchimento di pochi a scapito dei diritti di tanti.

Ripercorrendo e osservando i dati della storia recente si evince che durante le amministrazioni Iodice e Giudicianni e’ stata data alle norme urbanistiche una interpretazione a dir poco aleatoria. In quegli anni lotti di terreno destinati a zone “F”, venivano trasformati in immobili per uffici, decuplicando il valore iniziale e aree industriali venivano equiparate a quelle commerciali con grandi vantaggi economici per gli speculatori di turno. Si accenna appena a quegli standard di cui tante convenzioni urbanistiche prevedevano la cessione al comune e che invece sono rimasti nella disponibilità della proprietà una volta ottenuta la concessione edilizia. Si sussurra sottovoce che di diverse rateizzazioni di oneri urbanistici siano state pagate solo le rate iniziali.

Qualcuno ha definito questo modo distorto di interpretare la normativa relativa alle zone “F” “dottrina Mazzotti”, riferendosi a un ex dirigente che aveva una concezione tutta particolare degli spazi pubblici. Ma non si può non ritenere corresponsabile chi avrebbe avuto il dovere di controllare e non lo ha fatto magari girandosi dall’altra parte.

Preferiamo non entrare nella vicenda relativa alla richiesta di costruzione di una casa di cura per anziani nell’area denominata “Comparto Siata”, che domina la cronaca cittadina di questi giorni, ma non possiamo accettare che i diritti dei cittadini vengano calpestati e si continui a perseguire il vantaggio di un singolo ai danni dei tanti. Il nostro è un accorato invito ai consiglieri tutti, di maggioranza e di minoranza a effettuare tutte le procedure di controllo degli atti amministrativi e dell’Ufficio Tecnico nel rispetto del mandato che hanno ricevuto dai cittadini che li hanno eletti al fine di evitare l’ennesima violenza ad un territorio già martoriato e mortificato. Abbiate un comportamento diverso da coloro che vi hanno preceduto negli anni scorsi e la cittadinanza onesta ve ne sarà grata.

                           GLI AMICI DEL GLADIATORE                                      

il ritorno dei casalesi

moma

Da casertacè

S.MARIA C.V. L’insediamento del nuovo bar Moma è illegale e vi spieghiamo perché, punto per punto

 

Il vecchio Moma

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Non per fare i guastafeste, ma solo per amor di equità. Sabato apre il nuovo Moma cioè il bar già esistente e ristrutturato nella zona di via Martiri di Nassirya. Ora non è che vogliamo scrivere sempre le stesse cose, ma qui a Santa Maria i pronunciamenti delle giurisdizioni sembrano che appartengono alla categoria delle barzellette a cui non bisogna dar credito. Per anni ci siamo occupati di questo spazio della città, dei palazzi costruiti da Enzo Natale, del fatto che il loro utilizzo in zona F era a nostro avviso fuorilegge e frutto di quella che definimmo la dottrina Mazzotti.

Recentemente il Tar della Campania ha ribadito con due sentenze inappellabili e non appellate l’incompatibilità di quell’edificio con attività commerciali e uffici. Il tar si pronunciò su ricorsi presentati dai titolari di quelle attività commerciali, contro l’atto di diniego dato, al tempo dell’amministrazione Di Muro.

La pronuncia negativa del tar si è esplicitata sia in relazione all’insediamento del Kinetic center che voleva insediarsi in quegli appartamenti sia in relazione ad una attività commerciale di ristorazione.

Il passo fondamentale della sentenza n 1574/2016 è assolutamente esplicativo ma non sembra sia stato abbastanza chiaro il concetto espresso per l’Amministrazione comunale che continua a tollerare uffici e attività commerciali in quell’edificio, se è vero com’è vero che sabato apre il nuovo Moma.

Questo il passo della sentenza 1574: “E’, infatti, davvero implausibile ritenere, sulla scorta dell’espressione “uffici parapubblici”, utilizzata dall’art. 39 delle n.a. del p.r.g. di Santa Maria Capua Vetere con riferimento alle “attrezzature di interesse comune”, che un esercizio commerciale, quale, appunto, quello di ristorazione, possa ricondursi ad una funzione collettiva – alla medesima stregua, ad es., di un istituto scolastico o religioso, di un centro sociale, culturale o ricreativo ovvero di un impianto sportivo –, anziché ad una funzione precipuamente imprenditoriale-lucrativa, ad esso intrinsecamente connaturata. A suffragio di un simile approdo, è richiamabile anche quanto osservato da questa Sezione nella citata sentenza n. 3259 del 21 giugno 2013, pronunciata, bensì, inter alios, ma – a dispetto delle obiezioni del Di Lorenzo – pur sempre con riguardo al medesimo edificio ubicato in Santa Maria Capua Vetere, alla via Caduti di Nassirya, ed assentito con i permessi di costruire n. 104 del 18 settembre 2003, n. 23 del 17 marzo 2005 e n. 53 del 30 aprile 2008; ovvero che la destinazione urbanistica per “opere di interesse collettivo”, finendo per confluire nelle opere di urbanizzazione secondaria ex art. 16, comma 8, del d.p.r. n. 380/2001, è incompatibile con la divisata destinazione d’uso commerciale, la quale non rientra, all’evidenza, nell’anzidetta categoria di opere di cui alla citata norma di settore e non giustifica, quindi, il goduto esonero dal pagamento del contributo di costruzione.“

Poi, si capisce l’ostinazione di Gravante, anche giustificata nel voler edificare nel comparto SIATA in zona F. Perché agli altri sì e a lui no?

 

TRASPARENZA e LEGALITA': SOLO PAROLE

Santa Maria Maggiore

Siamo molto delusi da quest’ amministrazione. Inizialmente avevamo sperato che, finalmente, il rapporto tra il Comune e noi cittadini potesse migliorare, che qualche nostra motivata segnalazione potesse essere accolta senza generare conflittualità tra l’operatore comunale e chi segnala il disservizio; avevamo ragione di sperarlo, finalmente anche da noi era stato istituito “l’Assessorato alla Trasparenza”.   Non avevamo capito niente! Come il solito, spesso le parole servono più a fuorviare che a spiegare, noi speravamo che l’operazione trasparenza significasse, per esempio, dichiarare a tutti il motivo per cui per molti terreni, lasciati alla comunità nelle convenzioni per i permessi a costruire, spesso, trascurati da chi dovrebbe farsene carico, trascorsi i tempi tecnici per perfezionare l’acquisizione, ritornano nella disponibilità del vecchio proprietario che in molti casi li usa per presentare altri progetti di edificazione. Oppure credevamo che finalmente si potesse individuare il responsabile di chi lascia che una fontana del cimitero, (da più di sei mesi), perda fiumi d’acqua nelle fogne, o ancora che si potessero individuare i responsabili che lasciano che quasi tutte le strisce pedonali siano invase da auto in sosta, spesso anche tra un marciapiede e l’altro, sullo stesso lato della strada, costringendo gli anziani e le donne con il carrozzino a scendere sulla strada per aggirare l’ostacolo. Parole, solo parole, annunci e poi niente. Sentite questa: c’è un cartello all’ingresso del cimitero che avvisa e ricorda l’obbligo della “differenziata” anche nell’ultima dimora dei nostri cari; bene, mi sembra giusto. Mal..i contenitori non portano nessuna indicazione e quindi si mischia tutto. Abbiamo l’impressione e non solo, che si pensi ad altro, che non si tenga la “quotidianità” nella considerazione che merita! Dalle notizie che trapelano sentiamo che, alla fine, i motivi di contrasto, nel consiglio comunale e in giunta sono sempre gli stessi, vale a dire, progetti edilizi, terreni cosi detti “zone bianche”,oppure della 167 che si vogliono usare per progetti diversi da quelli per cui il comune li ha espropriati (conflitto di interessi?) che ci fanno dubitare sulla funzione di qualche “addetto ai lavori” che appare più interessato a difendere interessi esclusivi piuttosto che quelli pubblici. Noi non crediamo che la colpa sia dell’assessore alla trasparenza, tutt’altro, ne conosciamo lo spessore morale e professionale, ma non possiamo fare a meno di constatare che proprio la trasparenza non viene percepita e a tale proposito ci piace ricordare una “perla” di chi ci esortava a diffidare dei filosofi che sanno di sapere:Tra le promesse non mantenute dalla democrazia la più grave, e più rovinosa, è quella della trasparenza del potere.
(Norberto Bobbio)  

                             Un folto gruppo di Sammaritani delusi