il ritorno dei casalesi

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Da casertacè S.MARIA C.V. L’insediamento del nuovo bar Moma è illegale e...

CHE COSA SONO LE ZONE effe-(F)

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  S. MARIA CV e LE ZONE   “F” Proviamo a fare chiarezza sulle fumose...

TRASPARENZA e LEGALITA': SOLO PAROLE

TRASPARENZA e LEGALITA': SOLO PAROLE

Siamo molto delusi da quest’ amministrazione. Inizialmente avevamo sperato che,...

ARRIVANO I PALAZZINARI CEMENTIFICATORI

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Zone bianche   Tutti sanno che la competenza territoriale in materia urbanistica...

INGROIA CHI?

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Ingroia e i cronisti passati dalle lodi all'affettata meraviglia La novità è...

  • il ritorno dei casalesi

    il ritorno dei casalesi

    Lunedì, 21 Maggio 2018 08:09
  • CHE COSA SONO LE ZONE effe-(F)

    CHE COSA SONO LE ZONE effe-(F)

    Venerdì, 18 Maggio 2018 16:38
  • TRASPARENZA e LEGALITA': SOLO PAROLE

    TRASPARENZA e LEGALITA': SOLO PAROLE

    Mercoledì, 16 Maggio 2018 10:38
  • ARRIVANO I PALAZZINARI CEMENTIFICATORI

    ARRIVANO I PALAZZINARI CEMENTIFICATORI

    Mercoledì, 16 Maggio 2018 10:07
  • INGROIA CHI?

    INGROIA CHI?

    Sabato, 17 Marzo 2018 17:48

La città deve sapere

  • Jan 30 , 2018

    Approvata la Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica. Enorme soddisfazione di tutti i promotori

  • Jun 30 , 2016

    CARO GLADIATORE

    Ho letto da qualche parte che,  nel passato, qualche sindaco ha “regalato” proprietà comunali a privati, o a associazioni professionali a canoni irrisori, o addirittura a gratis,

  • Jun 22 , 2016

    le motivazioni delle dimissioni.

Politica

  • Mar 17 , 2018

    ingroia

    Ingroia e i cronisti passati dalle lodi all'affettata meraviglia

    La novità è solo il sequestro di beni e la linea della difesa ha qualche fondamento. Nessuna voglia di infierire sull'ex pm dei due mondi, semmai su chi racconta, e ha raccontato, la sua parabola

    Oggi i giornali metteranno in pagina titoli visibili sulla notizia relativa al dottore Ingroia indagato per peculato dalla procura di Palermo, ma la notizia è vecchia e l’avete potuta leggere qui circa un mese fa. Questa rubrica ha curato passo dopo passo la singolare vicenda dell’ex pm dei due mondi divenuto prima commissario liquidatore poi amministratore della società partecipata regionale, poi divenuta interamente proprietà della regione Sicilia, addetta ai servizi informatici dell’ente locale.Della conduzione di Ingroia si è occupata per prima la magistratura contabile poi quella penale. L’indagine è stata in due fasi, un primo proscioglimento per alcune assunzioni poi la ripresa delle indagini su altre vicende. In mezzo, ecco quello che probabilmente fa da spartiacque, la riqualificazione del ruolo di Ingroia dopo l’uscita dalla società del socio privato. L’azienda cambia nome e con un miracolo contabile si affranca da un pesante passivo. Ingroia lo ritiene un successo della sua sagace conduzione e si assegna, divenuto amministratore, un corposo premio di produttività. La procura lo indaga per peculato. Tutto questo ve lo avevamo già raccontato. La notizia nuova riguarda solo il sequestro degli oltre centomila euro del premio. La linea difensiva si attesta sulla scrupolosa osservanza da parte dell’indagato delle leggi e delle procedere e conoscendo le vicende della regione può essere che, in linea di diritto abbia qualche fondamento. Intanto la nuova giunta guidata da Nello Musumeci non ha rinnovato l’incarico all’ex pm. Qui non c’è nessuna voglia di infierire su Ingroia, ma sui cronisti che ne cantarono le lodi e ora affettano meraviglia, è faticoso trattenersi.

  • Mar 17 , 2018

    Verdini

    Bell'affare la mostrificazione di Verdini

    Assolto nel processo detto P3. Ma intanto è stato fatto fuori da tutto

    16 Marzo 2018 alle 21:05

    Denis Verdini è fuori da tutto pur essendo stato il mediatore e l’architrave dei governi dei passati cinque anni, e colui che ha favorito un’operazione strategica, il patto del Nazareno, poi naufragata con le riforme elettorale e istituzionale in seguito alla rottura di Renzi e Berlusconi sul Quirinale. E’ fuori perché è stato mostrificato dal circuito mediatico-giudiziario. Ora è stato assolto dall’accusa di aver tramato contro le istituzioni, nel grottesco processo detto P3, per non aver commesso il fatto.

    Se fare politica sia un reato

    Cercare riservatamente di esercitare influenza non è da galera. Il processo per la P3 è una sceneggiata senza senso, a guardarla così, con buon senso. Il reato in questa zona grigia di azione politica e informativa non si vede, e se si veda è una definizione illiberale del reato.

    di Giuliano Ferrara

    Si farà anche questa, dopo la trattativa, processo senza fattispecie d’accusa chiara: il processo per la P3. Una sceneggiata senza senso, a guardarla così, con buon senso. Tutto comincia per una indagine non proprio d’impatto eccezionale su un affarista che vuole combinare qualcosa per l’eolico in Sardegna, e fa azione di lobby con il presidente della regione e i suoi amici del centrodestra. Seguono intercettazioni e appostamenti e foto. Si scopre che a casa Verdini si riuniscono in tanti, compresi un sottosegretario e due magistrati tutti già usciti dall’indagine e non rinviati a giudizio. Verdini e altri invece sì.

    Perché? Perché agiscono in segreto, contro la legge Anselmi sulla P2, riunendosi per sapere che ne sarà del lodo Alfano, che ne sarà della sentenza sui soldi di Berlusconi a De Benedetti. E vabbè, siamo borderline, concediamolo, ma il reato in questa zona grigia di azione politica e informativa non si vede, e se si veda è una definizione illiberale del reato. Infatti la riservatezza, il carattere privato delle riunioni di partito e di gruppo a scopi politici e istituzionali, non sembrerebbe proprio un reato da galera; se lo fosse, in troppi dovrebbero affollare i carceri italiani. Dicono che il patto del Nazareno è segreto: che vuol dire? Vuol dire che il risultato di un incontro e di un’alleanza politica per le riforme istituzionali, se ci fosse stata qualche chiacchiera di troppo tra i contraenti la stipula, diventa reato penale. Via, signori giudici: l’eolico non si fece, il lodo Alfano fu dismesso, i soldi a De Benedetti furono pagati e in gran copia, e l’uso di riunirsi per ottenere informazioni e influire su nomine e politiche pubbliche non è ancora né crimine né peccato mortale.

Mala Politica

  • May 21 , 2018

    moma

    Da casertacè

    S.MARIA C.V. L’insediamento del nuovo bar Moma è illegale e vi spieghiamo perché, punto per punto

     

    Il vecchio Moma

    SANTA MARIA CAPUA VETERE – Non per fare i guastafeste, ma solo per amor di equità. Sabato apre il nuovo Moma cioè il bar già esistente e ristrutturato nella zona di via Martiri di Nassirya. Ora non è che vogliamo scrivere sempre le stesse cose, ma qui a Santa Maria i pronunciamenti delle giurisdizioni sembrano che appartengono alla categoria delle barzellette a cui non bisogna dar credito. Per anni ci siamo occupati di questo spazio della città, dei palazzi costruiti da Enzo Natale, del fatto che il loro utilizzo in zona F era a nostro avviso fuorilegge e frutto di quella che definimmo la dottrina Mazzotti.

    Recentemente il Tar della Campania ha ribadito con due sentenze inappellabili e non appellate l’incompatibilità di quell’edificio con attività commerciali e uffici. Il tar si pronunciò su ricorsi presentati dai titolari di quelle attività commerciali, contro l’atto di diniego dato, al tempo dell’amministrazione Di Muro.

    La pronuncia negativa del tar si è esplicitata sia in relazione all’insediamento del Kinetic center che voleva insediarsi in quegli appartamenti sia in relazione ad una attività commerciale di ristorazione.

    Il passo fondamentale della sentenza n 1574/2016 è assolutamente esplicativo ma non sembra sia stato abbastanza chiaro il concetto espresso per l’Amministrazione comunale che continua a tollerare uffici e attività commerciali in quell’edificio, se è vero com’è vero che sabato apre il nuovo Moma.

    Questo il passo della sentenza 1574: “E’, infatti, davvero implausibile ritenere, sulla scorta dell’espressione “uffici parapubblici”, utilizzata dall’art. 39 delle n.a. del p.r.g. di Santa Maria Capua Vetere con riferimento alle “attrezzature di interesse comune”, che un esercizio commerciale, quale, appunto, quello di ristorazione, possa ricondursi ad una funzione collettiva – alla medesima stregua, ad es., di un istituto scolastico o religioso, di un centro sociale, culturale o ricreativo ovvero di un impianto sportivo –, anziché ad una funzione precipuamente imprenditoriale-lucrativa, ad esso intrinsecamente connaturata. A suffragio di un simile approdo, è richiamabile anche quanto osservato da questa Sezione nella citata sentenza n. 3259 del 21 giugno 2013, pronunciata, bensì, inter alios, ma – a dispetto delle obiezioni del Di Lorenzo – pur sempre con riguardo al medesimo edificio ubicato in Santa Maria Capua Vetere, alla via Caduti di Nassirya, ed assentito con i permessi di costruire n. 104 del 18 settembre 2003, n. 23 del 17 marzo 2005 e n. 53 del 30 aprile 2008; ovvero che la destinazione urbanistica per “opere di interesse collettivo”, finendo per confluire nelle opere di urbanizzazione secondaria ex art. 16, comma 8, del d.p.r. n. 380/2001, è incompatibile con la divisata destinazione d’uso commerciale, la quale non rientra, all’evidenza, nell’anzidetta categoria di opere di cui alla citata norma di settore e non giustifica, quindi, il goduto esonero dal pagamento del contributo di costruzione.“

    Poi, si capisce l’ostinazione di Gravante, anche giustificata nel voler edificare nel comparto SIATA in zona F. Perché agli altri sì e a lui no?

     

  • May 18 , 2018

    Lo scenario notturno dellAnfiteatro Campano 

    S. MARIA CV e LE ZONE   “F”

    Proviamo a fare chiarezza sulle fumose interpretazioni che i tecnici e i politici sammaritani degli ultimi venti anni hanno dato alle zone “F”.

    Diciamo innanzi tutto cosa è una zona “F” : la legge urbanistica 6 agosto 1967 n. 765 introducendo

    La pianificazione urbanistica istituisce le COSIDDETTE “zone territoriali omogenee”, aree in cui viene suddiviso il territorio comunale a seconda delle varie destinazioni.

    In sintesi ogni comune doveva dotarsi di una zonizzazione del territorio comunale al fine di consentire un’ottimale programmazione urbanistica.

    Le zone “F” sono quelle parti del territorio comunale destinate ad impianti ed attrezzature di

    interesse generale: quelle attrezzature rivolte ad assicurare alla comunità i servizi relativi alla vita sociale e culturale.

    In tali aree possono essere realizzati parchi e giardini e possono essere ubicate, attrezzature per lo svago, come.

    chioschi, teatri all’aperto, impianti sportivi per allenamento e spettacolo e simili: in particolare attrezzature scolastiche di grado superiore (medio superiore, universitario, post-universitario, di ricerca) .attrezzature sanitarie ed ospedaliere. attrezzature destinate al tempo libero ed alla qualificazione ambientale , aree destinate a verde pubblico (parchi urbani). In sostanza tutti quegli standard urbanistici che ammiriamo, e osserviamo in tante città e paesi soprattutto del nord, che realizzando adeguati livelli di qualità della vita evitano di utilizzare quegli spazi per speculazioni edilizie.

    Nella nostra città nel corso degli ultimi venti anni, si sono consentite gravi “speculazioni urbanistiche”. Non possiamo non chiederci che ruolo hanno avuto in tutto questo i sindaci, i consiglieri, gli assessori e gli stessi magistrati che si sono succeduti nel tempo, che avrebbero potuto intervenire e non sono intervenuti.

    Lo scempio che e’ stato fatto delle zone “F” a S. Maria C.V. a chi deve essere ascritto?

    Questi attori a guisa di marionette e burattini a volte manovrati da poteri esterni alla realtà cittadina, negli anni trascorsi hanno consentito l’arricchimento di pochi a scapito dei diritti di tanti.

    Ripercorrendo e osservando i dati della storia recente si evince che durante le amministrazioni Iodice e Giudicianni e’ stata data alle norme urbanistiche una interpretazione a dir poco aleatoria. In quegli anni lotti di terreno destinati a zone “F”, venivano trasformati in immobili per uffici, decuplicando il valore iniziale e aree industriali venivano equiparate a quelle commerciali con grandi vantaggi economici per gli speculatori di turno. Si accenna appena a quegli standard di cui tante convenzioni urbanistiche prevedevano la cessione al comune e che invece sono rimasti nella disponibilità della proprietà una volta ottenuta la concessione edilizia. Si sussurra sottovoce che di diverse rateizzazioni di oneri urbanistici siano state pagate solo le rate iniziali.

    Qualcuno ha definito questo modo distorto di interpretare la normativa relativa alle zone “F” “dottrina Mazzotti”, riferendosi a un ex dirigente che aveva una concezione tutta particolare degli spazi pubblici. Ma non si può non ritenere corresponsabile chi avrebbe avuto il dovere di controllare e non lo ha fatto magari girandosi dall’altra parte.

    Preferiamo non entrare nella vicenda relativa alla richiesta di costruzione di una casa di cura per anziani nell’area denominata “Comparto Siata”, che domina la cronaca cittadina di questi giorni, ma non possiamo accettare che i diritti dei cittadini vengano calpestati e si continui a perseguire il vantaggio di un singolo ai danni dei tanti. Il nostro è un accorato invito ai consiglieri tutti, di maggioranza e di minoranza a effettuare tutte le procedure di controllo degli atti amministrativi e dell’Ufficio Tecnico nel rispetto del mandato che hanno ricevuto dai cittadini che li hanno eletti al fine di evitare l’ennesima violenza ad un territorio già martoriato e mortificato. Abbiate un comportamento diverso da coloro che vi hanno preceduto negli anni scorsi e la cittadinanza onesta ve ne sarà grata.

                               GLI AMICI DEL GLADIATORE                                      

  • May 16 , 2018

    Santa Maria Maggiore

    Siamo molto delusi da quest’ amministrazione. Inizialmente avevamo sperato che, finalmente, il rapporto tra il Comune e noi cittadini potesse migliorare, che qualche nostra motivata segnalazione potesse essere accolta senza generare conflittualità tra l’operatore comunale e chi segnala il disservizio; avevamo ragione di sperarlo, finalmente anche da noi era stato istituito “l’Assessorato alla Trasparenza”.   Non avevamo capito niente! Come il solito, spesso le parole servono più a fuorviare che a spiegare, noi speravamo che l’operazione trasparenza significasse, per esempio, dichiarare a tutti il motivo per cui per molti terreni, lasciati alla comunità nelle convenzioni per i permessi a costruire, spesso, trascurati da chi dovrebbe farsene carico, trascorsi i tempi tecnici per perfezionare l’acquisizione, ritornano nella disponibilità del vecchio proprietario che in molti casi li usa per presentare altri progetti di edificazione. Oppure credevamo che finalmente si potesse individuare il responsabile di chi lascia che una fontana del cimitero, (da più di sei mesi), perda fiumi d’acqua nelle fogne, o ancora che si potessero individuare i responsabili che lasciano che quasi tutte le strisce pedonali siano invase da auto in sosta, spesso anche tra un marciapiede e l’altro, sullo stesso lato della strada, costringendo gli anziani e le donne con il carrozzino a scendere sulla strada per aggirare l’ostacolo. Parole, solo parole, annunci e poi niente. Sentite questa: c’è un cartello all’ingresso del cimitero che avvisa e ricorda l’obbligo della “differenziata” anche nell’ultima dimora dei nostri cari; bene, mi sembra giusto. Mal..i contenitori non portano nessuna indicazione e quindi si mischia tutto. Abbiamo l’impressione e non solo, che si pensi ad altro, che non si tenga la “quotidianità” nella considerazione che merita! Dalle notizie che trapelano sentiamo che, alla fine, i motivi di contrasto, nel consiglio comunale e in giunta sono sempre gli stessi, vale a dire, progetti edilizi, terreni cosi detti “zone bianche”,oppure della 167 che si vogliono usare per progetti diversi da quelli per cui il comune li ha espropriati (conflitto di interessi?) che ci fanno dubitare sulla funzione di qualche “addetto ai lavori” che appare più interessato a difendere interessi esclusivi piuttosto che quelli pubblici. Noi non crediamo che la colpa sia dell’assessore alla trasparenza, tutt’altro, ne conosciamo lo spessore morale e professionale, ma non possiamo fare a meno di constatare che proprio la trasparenza non viene percepita e a tale proposito ci piace ricordare una “perla” di chi ci esortava a diffidare dei filosofi che sanno di sapere:Tra le promesse non mantenute dalla democrazia la più grave, e più rovinosa, è quella della trasparenza del potere.
    (Norberto Bobbio)  

                                 Un folto gruppo di Sammaritani delusi                                            

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