SONO SOLDI SPESI BENE OPPURE...???

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Finanziamenti a tv e giornali: in 10 anni una pioggia di 3,6 miliardi Il finanziamento ai...

Mai tanta verità è stata nascosta!

Mai tanta verità è stata nascosta!

Dalle frasi celebri di un grande del passato: „Quando per la porta della magistratura...

Sindaco MIRRA, ma è davvero tutto sotto controllo???

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S.MARIA C.V. Dirigente D’Aco, applausi a scena aperta: in due ore revoca una gara sui...

Totonno è stato accontentato

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Gennaro ! Finalmente! Sei stato poco buono?- Ma quando mai, Totonno io sto benissimo. Pensa a...

  • SONO SOLDI SPESI BENE OPPURE...???

    SONO SOLDI SPESI BENE OPPURE...???

    Venerdì, 19 Ottobre 2018 18:40
  • A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA...

    A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA...

    Mercoledì, 17 Ottobre 2018 18:59
  • Mai tanta verità è stata nascosta!

    Mai tanta verità è stata nascosta!

    Martedì, 09 Ottobre 2018 19:57
  • Sindaco MIRRA, ma è davvero tutto sotto controllo???

    Sindaco MIRRA, ma è davvero tutto sotto controllo???

    Martedì, 09 Ottobre 2018 18:31
  • Totonno è stato accontentato

    Totonno è stato accontentato

    Domenica, 07 Ottobre 2018 21:35

La città deve sapere

  • Oct 01 , 2018

    manette

    Errori giudiziari, in 24 anni
    24 mila innocenti in cella Costa: «Numeri patologici»

    Docufilm dall’idea di due giornalisti e un avvocato. Cifre sconcertanti: dal 1992 lo Stato ha pagato 630 milioni per ingiusta detenzione. A Napoli record-indennizzi: 144 casi 
    nel 2015. A Torino «solo» 26. Le disavventure di gente famosa e cittadini sconosciuti

                           di CORRIERE DELLA SERA

                           Costa: «Errori giudiziari? Numeriche sono patologici, non fisiologici»

    Le cifre esatte sui rimborsi alle vittime di errori giudiziari le ha trovate il ministro Enrico agli Affari regionali: dietro alle ingiuste detenzioni «ci sono storie personali e familiari pesantissime». La proposta: relazione con i nomi dei magistrati responsabili degli errori

    diAlessandro Fulloni

    ELe cifre esatte sui rimborsi alle vittime di errori giudiziari le ha trovate il ministro Enrico Costa, ora responsabile del dicastero agli Affari regionali e alla famiglia e all’epoca viceministro alla Giustizia, sempre nel governo Renzi. Dati presi, sostanzialmente, dal ministero all’Economia e Finanza che ogni anno liquida gli indennizzi. Costa parla di «numeri che non possono essere considerati fisiologici ma patologici». Insomma: il segnale di una brutta malattia. Dietro le aride, e consistenti, cifre, «ci sono storie personali e familiari pesantissime». Separazioni, divorzi, imprese che d’improvviso si trovano in difficoltà. Secondo Costa «lo Stato, di fronte a un errore, deve sapere perché sta pagando. Mentre con la legge Pinto è previsto un automatismo che va a verificare da cosa dipendano i risarcimenti per l’irragionevole durata dei processi, con l’ingiusta detenzione questo automatismo manca, non c’è azione disciplinare nei confronti del magistrato». Qualcosa potrebbe cambiare. C’è il voto favorevole della Camera alla norma, inserita nel Ddl sul processo penale, che prevede una relazione annuale al Parlamento che contenga «i dati relativi alle sentenze di riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, pronunciate nell’anno precedente, con specificazione delle ragioni di accoglimento delle domande e dell’entità delle riparazioni, oltre che al numero di procedimenti disciplinari iniziati nei riguardi dei magistrati per le accertate ingiuste detenzioni, con l’indicazione dell’esito, ove conclusi».

  • Jun 11 , 2018

    Testa di cazzov

    Il tempo passa e le teste di ca..stagno restano!

    Ora la luna di miele con questa amministrazione MIRRA LEONE BOSCO PETRELLA è terminata. Bisogna cominciare a verificare, controllare se le parole sono seguite dai fatti o restano manifestazioni elettorali. La sola cosa di cui siamo informati è la continua lotta di potere tra di loro che certamente non li aiuta nelle cose da fare. Con certezza la città è regredita in termini ambientali e nelle attività quotidiane dei sammaritani. Rispetto alla gestione di BIAGIO DI MURO c’è un sostanzioso deficit igienico. La piazzolla ecologica è diventata una discarica abusiva a cielo aperto e non poteva essere diversamente; quando subentra la magistratura per regolare una funzione le cose si rimandano al secolo successivo e i dirigenti del comune che, notoriamente sono tutt’altro che dei fulmini di guerra, e che sono responsabili dei mancati adempimenti burocratici per mantenere aperta una struttura che anche con i suoi limiti assolveva perfettamente alla sua funzione, sono felici di essersene liberata.

    Nella gestione precedente ( B.DI MURO) ricordo che c’era una grande attenzione per le piccole cose, associazioni che attraverso il Web facevano le pulci alla casa comunale, sull’immondizia per le strade, sulle discariche con i paesi limitrofi, sulle deiezioni dei cani da passeggio, per la distribuzione dei cassonetti delle immondizie all’ interno dei parchi pubblici e privati. C’erano associazioni che ebbero anche contributi comunali per “ciò che vedevano in città”, anche se poi, alla seconda richiesta non furono accontentati e arrivarono all’assurdo, fotografando alcuni pezzi di carta , in periferia, caduti da un carro. Ora c’è un silenzio tombale! Non ci sono più proteste nemmeno per la ripresa, in alcune notti, della pestilenziale puzza targata STIR le belle anime che si riempiono la bocca con sigle inneggianti all’amore verso SantaMaria Capua Vetere si facciano sentire , diano prova concreta delle loro affermazioni verbali. A parlare siamo buoni tutti. Ma….

    Il tempo passa e le teste di ca..stagno restano!

    Ora la luna di miele con questa amministrazione MIRRA LEONE BOSCO PETRELLA è terminata. Bisogna cominciare a verificare, controllare se le parole sono seguite dai fatti o restano manifestazioni elettorali. La sola cosa di cui siamo informati è la continua lotta di potere tra di loro che certamente non li aiuta nelle cose da fare. Con certezza la città è regredita in termini ambientali e nelle attività quotidiane dei sammaritani. Rispetto alla gestione di BIAGIO DI MURO c’è un sostanzioso deficit igienico. La piazzolla ecologica è diventata una discarica abusiva a cielo aperto e non poteva essere diversamente; quando subentra la magistratura per regolare una funzione le cose si rimandano al secolo successivo e i dirigenti del comune che, notoriamente sono tutt’altro che dei fulmini di guerra, e che sono responsabili dei mancati adempimenti burocratici per mantenere aperta una struttura che anche con i suoi limiti assolveva perfettamente alla sua funzione, sono felici di essersene liberata.

    Nella gestione precedente ( B.DI MURO) ricordo che c’era una grande attenzione per le piccole cose, associazioni che attraverso il Web facevano le pulci alla casa comunale, sull’immondizia per le strade, sulle discariche con i paesi limitrofi, sulle deiezioni dei cani da passeggio, per la distribuzione dei cassonetti delle immondizie all’ interno dei parchi pubblici e privati. C’erano associazioni che ebbero anche contributi comunali per “ciò che vedevano in città”, anche se poi, alla seconda richiesta non furono accontentati e arrivarono all’assurdo, fotografando alcuni pezzi di carta , in periferia, caduti da un carro. Ora c’è un silenzio tombale! Non ci sono più proteste nemmeno per la ripresa, in alcune notti, della pestilenziale puzza targata STIR le belle anime che si riempiono la bocca con sigle inneggianti all’amore verso SantaMaria Capua Vetere si facciano sentire , diano prova concreta delle loro affermazioni verbali. A parlare siamo buoni tutti. Ma….

  • Jan 30 , 2018

    Approvata la Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica. Enorme soddisfazione di tutti i promotori

Politica

  • Oct 19 , 2018

    giornali

    • Finanziamenti a tv e giornali: in 10 anni una pioggia di 3,6 miliardi

    Il finanziamento ai giornali esiste ancora, non solo per quegli innumerevoli periodici che rappresentano le comunità locali e che senza un sostegno pubblico vedrebbero le loro voci spegnersi, ma esiste anche per i big

    Finanziamenti a tv e giornali: in 10 anni una pioggia di 3,6 miliardi

    Corte dei Conti bacchetta governi: soldi a giornali sconosciuti per una manciata di copie

                                             di    Alessandra Lotti

    Redazione PdN giornale on line Abbruzzese

    EDITORIA. 3,6 miliardi di euro: è questa la mastodontica cifra spesa dal Governo italiano dal 2005 al 2014 per contributi all’informazione e all’editoria.

     Nei mesi scorsi la Corte dei Conti ha verificato la gestione del denaro pubblico nell’arco dei 9 anni e non ha nascosto sotto al tappeto i problemi del passato, sottolineando non solo alcune incongruenze ma anche alcune novità da introdurre per far sì che i soldi non vengano spesi male. E in quella pioggia di soldi, come ha potuto verificare PrimaDaNoi.it sfogliando la relazione di 220 pagine della sezione di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello stato, c’è un po’ di tutto:  1,2 miliardi alle imprese editrici di quotidiani e periodici (passando dalle abbuffate di 173,5 milioni di euro del 2005 ai ‘miseri’ 49 milioni del 2014), oltre 10,4 milioni di contributi a favore dell'editoria speciale periodica per i non vedenti,  400 mila euro per l'associazione stampa estera, 215 milioni di euro di  contributi alle imprese radiofoniche e imprese televisive, 90 milioni per comunicazione a carattere pubblicitario di particolare  utilità sociale o interesse pubblico.

    E proprio qualche giorno fa il ministero dello Sviluppo Economico ha avviato la fase che porterà alla liquidazione dei contributi annuali alle emittenti televisive locali relativi al 2015 per altri 36.395.464 eur E se l’impressione è quella che ormai una decina di anni fa i giornali si siano cibati avidamente dei fondi a pioggia, portandosi a casa cifre impensabili (e a volte anche non proporzionati alla tiratura) è anche vero che qualcosa è cambiato perché negli ultimi tempi i finanziamenti  si sono ridotti di circa il 60 per cento.

    E’ il classico esempio di come un principio anche giusto (aiutare le imprese editrici a svolgere un servizio di pubblica utilità) sia invece stato distorto ed esasperato nella realtà fino a diventare il classico esempio di “mungitura all’italiana” da parte di personaggi anche senza scrupoli (qualcuno è finito anche in galera) con la non trascurabile ricaduta di contribuire alla distorsione dell’informazione fornita, piegata ai vari interessi e lobbies o particolarmente riconoscente per il regalo ricevuto. Dunque invece di migliorare il panorama informativo i fondi hanno contribuito a deteriorarlo e così quei miliardi  sono serviti a tenere in piedi per lo più imprese che in un Paese normale non sarebbero mai esistite perchè non avrebbero avuto mercato. In compenso quegli stessi fondi pubblici hanno distorto il settore creando pericolose disparità nella concorrenza. Tutto sotto la stretta vigilanza dei vari governi, cioè dello Stato.

    Giusto tagliare gli aiuti o più giusto vigilare davvero su come e a chi vengano erogati?

    UN PO’ DI CIFRE

     Al primo posto tra i giornali che negli ultimi 10 anni hanno ricevuto finanziamenti maggiori c’è ‘Avvenire’, quotidiano «di ispirazione cattolica», nato nel 1968 per volontà di Paolo VI che voleva «tradurre lo spirito del Concilio Vaticano II in uno strumento popolare d’informazione».

    Se la mission sia stata portata a termine non si sa, di sicuro dal 2005 al 2014 il quotidiano ha ricevuto la cifra record di 51,2 milioni. Nessun altro quotidiano italiano ha sfondato il muro dei 50 milioni di euro.

    Seconda in classifica con 49,3 milioni c’è il giornale di partito ‘L'Unità’ (una media di 4,9 milioni all'anno), a seguire ‘Italia Oggi’ con 38,5 milioni.

    33,5 milioni sono invece i contributi erogati dal 2005 al 2014 al ‘Manifesto’.Lontano, lontanissimo il biennio d’oro 2005- 2006:  per ciascun anno, infatti, il quotidiano incassò 4,4 milioni di euro.

    La cifra è andata poi scemando ed è arrivata a 1,9 milioni di euro nel 2014.

    Sono 30,5 i milioni erogati alla ‘Padania’, giornale della Lega, 29,1 milioni a ‘Libero’ e 27,8 milioni a ‘Cronaca Qui’. E poi ancora 25,7 milioni ad ‘Europa’, 24 milioni a ‘Liberazione’ che però da 2012 non riceve più finanziamenti, così come ‘Terra, ’ ex ‘Notizie verdi’ che si è portato a casa 13,8 milioni.

    Il ‘Foglio’ ha incassato 21,5 milioni di finanziamenti pubblici, 23 milioni per il meno noto ‘Conquiste del lavoro’ della Conquista del Lavoro srl, 20,4 milioni di euro per ‘Il cittadino’, 20 milioni tondi per ‘Il Secolo d'Italia’.

    Il ‘Corriere Mercantile’ invece in 9 anni si è portato a casa 19,8 milioni di euro, 18,9 milioni il giornale edito all’estero ‘America oggi’, mentre il ‘Corriere di Forlì’ ben 16,6 milioni sebbene dal 2012 non percepisca più contributi.  16,6 milioni per ‘La Discussione’, 16,6 milioni per il ‘Corriere Canadese’ che dal 2012 però non riceve finanziamenti così come ‘Il Globo’ che si è portato a casa 14,4 milioni.

    Sono poco meno di 15 milioni invece i soldi intascati da ‘Cavalli e Corse’. In questo caso il giornale dal 2011 non percepisce più finanziamenti.

    E poi ancora 14,9 milioni per il ‘Nuovo Corriere di Firenze’, così come ‘Rinascita’ che ha ottenuto 14,5 milioni di euro o il ‘Corriere del Giorno di Puglia’ e ‘Lucania’ a quota 13,6 milioni.

    Stessa cifra anche per il ‘Giornale dell'Umbria’, 13,3 milioni per il ‘Quotidiano di Sicilia’.

    Si è fermato a 12,6 milioni anche ‘L’Avanti’  che dal 2010 è praticamente rimasto a bocca asciutta.

    Il ‘Sannio Quotidiano’ invece continua a percepire finanziamenti e negli ultimi nove anni ha raggranellato 12,7 milioni.

    Sono sopra ai 10 milioni anche ‘La verità per sport’,  ‘La cronaca’ della nuova informazione società coop a responsabilità limitata e il ‘Corriere Laziale’.

    4 milioni invece per ‘Gente d'Italia’ 2, 9 milioni per ‘La voce del popolo Croazia’ e 2,3 milioni per la ‘Voce d'Italia’.

     Altri 75,3 milioni sono andati ai periodici e c'è un po' di tutto: 3,6 milioni per ‘Luna Nuova’, 3,6 milioni a ‘Rassegna Sindacale’,  la stessa cifra anche per ‘Sabato sera’, mentre 3,4 milioni per il periodico ‘Motocross’.

    Ci sono poi 3,3 milioni per ‘Left avvenimenti’, 3,3 milioni per ‘Il salvagente’ e 2,8 milioni per ‘Zai.net Lab’. ‘La Nuova Ecologia’ invece negli ultimi nove anni si è portato a casa 2,7 milioni, poco meno, ovvero 2,6 milioni per ‘30 giorni nella Chiesa e nel mondo’, 2,2 milioni per il ‘Mucchio Selvaggio’ che negli ultimi tre anni però non ha più incassato un euro.

    Per Famiglia Cristiana 2,3 milioni e l’Eco di San Gabiele 500 mila euro.

     VERIFICHE E CONTROLLI

    La Corte dei Conti auspica una revisione delle attribuzioni e della composizione della Commissione tecnico-consultiva. A quest’ultima si chiede di attribuire non solo la valutazione dei requisiti formali che le testate debbono possedere per accedere ai contributi, ma anche una verifica dell’idoneità e capacità di ogni singola testata a conferire «un reale, concreto contributo alla promozione del pluralismo informativo».

    Anche perché i controlli dello Stato, recentemente anche con la collaborazione della Guardia di finanza e dell’Agcom, hanno consentito di far emergere fenomeni di irregolarità commesse da alcune testate nella presentazione della documentazione e riguardanti, soprattutto, la natura giuridica del soggetto titolare della testata o le dichiarazioni relative a tiratura, distribuzione, vendita.

    In alcuni casi sono emersi rappresentazioni di bilancio non veritiere.

    «Non si può, poi, trascurare», insiste la Corte dei Conti, «la necessità di riformare il sistema della contribuzione diretta, oggi basato su una congerie di disposizioni sedimentate in oltre un trentennio, grazie ad interventi spesso episodici e disorganici, che ora andrebbero sostituite con un quadro di regole semplici e coerenti».

    Ma i controllori non nascondono perplessità anche sull’assetto della Commissione tecnico-consultiva, e questo è il capitolo più inquietante: «nell’esercizio delle sue funzioni di organo decisionale non garantisce sufficientemente l’assenza di ogni possibile interferenza o commistione con gli interessi dei potenziali beneficiari dei contributi; sarebbe, pertanto, auspicabile il suo superamento con l’introduzione di un nuovo modello organizzativo».

  • Oct 09 , 2018

    CALAMANDRI

    Dalle frasi celebri di un grande del passato:

    Quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra.“ —

     Piero Calamandrei

    Sarà opportuno ricordarlo a chi di dovere?

  • Oct 09 , 2018

    Il sindaco Antonio Mirra e Giancarlo DAco

    S.MARIA C.V. Dirigente D’Aco, applausi a scena aperta: in due ore revoca una gara sui rifiuti, poi revoca la revoca. Quando revocherà se stesso?     ( da casertacè)

     09 Ott 2018

    SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) – Contrordine. Nel settore del dirigente Giancarlo D’Aco le procedure stabilite dalla legge, non certo da CasertaCe, che regolano il tema delicatissimodell’affidamento, da parte di un organismo della pubblica amministrazione, a soggetti privati, di forniture di bene e/o servizi, rappresenta una sorte di gioco da tavolo, una di quelle cose che si fanno, anzi si facevano, a Natale, in altre epoche, tipo Tombola, Mercante in fiera o Monopoli ecc…

    D’Aco, dichiarando una cosa molto grave, cioè che il comune di Santa Maria Capua Vetere, non essendo provvisto della piattaforma necessaria per la trasmissione dei dati delle gare d’appalto attraverso Posta elettronica certificata, o Pec, revocava ipso facto l’affidamento a una ditta con sede a Torino ma con un’anima nella molto più ruspante San Vitaliano, poi che siano realmente torinesi bisognerebbe verificarlo, del servizio del conferimento della frazione organica in un primo tempo, attribuito per due mesi. Contestualmente, nella stessa determina, sempre D’Aco, stabiliva il ritorno al vecchio sistema cartaceo anti-diluviano dell’offerta custodita in busta sigillata, anche se, dalle nostre parti, i sigilli in cera lacca sono stati sempre un optional sempre violati da sapienti manine che, notte tempo, o anche durante il giorno, quelle buste le aprivano, le guardavano e le ri-ceralaccavanoSono passate due o tre ore, non crediamo questa cosa sia connessa al nostro articolo, pubblicato già in orario post-ufficio, che questa revoca dell’affidamento è stata a sua volta revocata. Dunque, D’Aco, ha fatto la revoca della revoca.Affermando di aver capito, evidentemente all’improvviso perché fino a tre ore prima non l’aveva capito, che Santa Maria Capua Vetere vive in una condizione di totale emergenza, ha scritto in determina che le buste non sono più buone e, piattaforma o meno, i torinesi, o presunti tali, hanno vinto e si sono aggiudicati il servizio.

    Domanda seria, serena e costruttiva al sindaco Antonio Mirra. Cosa c’entra l’esercizio delle malelingue con queste vicende sconcertanti che trasformano i procedimenti amministrativi in una sorte di esercizio ludico, determinando un’incertezza del diritto?

Mala Politica

  • Oct 01 , 2018

    1 2016 06 23

    Da Casertace  

    S. MARIA C.V. Che figuraccia gli uffici tecnici del comune: quello di Ramicaf non è un vincolo che può scadere. Buttati via quattrini a palate, vi spieghiamo il perché

      SANTA MARIA CAPUA VETERE (g.g.) – La vicenda dei 7 vincoli decaduti di cui abbiamo già scritto continua a stimolare la nostra attenzione, soprattutto per gli ingenti costi delle procedure azionate per le casse del Comune di Santa Maria Capua Vetere e quindi per le tasche dei sammaritani

    Abbiamo compreso da tempo che a Santa Maria Capua Vetere noi di CasertaCe dobbiamo sopperireall’azione dell’opposizione che, a parte rari ed eccezionali casi, è alquanto insussistente, quindi, ci siamopresi la briga di approfondire la natura dei vincoli e sostituirci a quella istruttoria che avrebbe dovuto fare
    l’Ufficio Tecnico del Comune di Santa Maria Capua Vetere e che avrebbe permesso di risparmiare i certi 66.000,00
    euro già impegnati ai quali dovranno aggiungersi i compensi dei Commissari ad acta nominati dalla
    Provincia.La nostra indomabile curiosità ci ha portati a scoprire che le particelle per le quali Ramicaf chiede la
    rideterminazione della destinazione urbanistica coincidono (con le dovute precisazioni da fare in relazione
    ad una delocalizzazione fatta dalla stessa Ramicaf, amministratore D’Angelo, molto stimato dal presidente del consiglio comunale Danilo Feola quando ha chiesto il permesso a costruire) con il Vincolo n. 78 del Piano Regolatore che consiste in vincolo a “parcheggio”.

    E’ doveroso quindi spiegare ai nostri lettori ma – probabilmente – soprattutto ai dirigenti della Provincia di
    Caserta e del Comune di Santa Maria Capua Vetere che vi 
    sono diverse tipologie di vincoli: quelli
    espropriativi e quelli conformativi, il vincolo a parcheggio è un vincolo conformativo.I vincoli conformativi si differenziano dai vincoli preordinati all’espropriazione in quanto non svuotano il
    contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene in modo da renderlo inutilizzabile
    rispetto alla sua destinazione naturale, o diminuendone significativamente il valore di scambio: costituendo
    espressione della volontà conformativa del pianificatore.

    In poche parole si tratta di terreno che vale meno.

    I vincoli di questo tipo non sono soggetti a decadenza ed hanno validità a tempo indeterminato.
    A riprova che ciò che scriviamo non è una nostra invenzione, ci sembra utile riportare, anche e soprattutto a
    beneficio di chi avrebbe dovuto intervenire per evitare sprechi e procedure illegittime, una delle tantissime
    pronunce che è facilissimo rinvenire in rete che chiarisce come “
    Il vincolo a parcheggio non può
    considerarsi vincolo preordinato all’espropriazione(e quindi soggetto a decadenza quinquennale) e ciò perché la destinazione a parcheggio può essere attuata anche dal titolare dell’area.” – T.A.R. Veneto Venezia Sez. II, 31-05-2006, n. 1554.
    La procedura posta in essere dalla Provincia di Caserta e non opposta dal Comune di Santa Maria Capua
    Vetere è quindi illegittima e inapplicabile al caso della Ramicaf ed in tal senso, a rafforzare la nosrra tesi
    richiamiamo ancora una volta il giudice amministrativo: il Tar dell’Emilia-Romagna, nel 2017, chiarisce che: “
    Costituisce vincolo (meramente) conformativo quello impresso sull’area a sede
    viaria e (o)parcheggio dal PRG e quindi è insussistente (stante la mai avvenuta decadenza ratione
    temporis del relativo vincolo) alcun obbligo dell’amministrazione di dar risposta, per manifestaGira

  • Aug 04 , 2018

    1 clemyperdonatocani

    Munno (Mis): “Mentre il sindaco fa il ‘brillante’, la città affonda”

    Home»In Evidenza»Munno (Mis): “Mentre il sindaco fa il ‘brillante’, la città affonda”

    Posted on 4 Ago, 2018

    SANTA MARIA CAPUA VETERE – “Mentre il Sindaco Mirra fa il brillante con i soldi dei SAMMARITANI, distribuendo contributi a PIOGGIA ad associazioni, chiese e comitati per feste e festini, la CITTÀ viene letteralmente modificata da città commerciale a città galleggiante con 10 minuti di pioggia! E se si facessero meno commissioni? E se il patrimonio comunale invece di regalarlo si iniziasse a renderlo produttivo per le casse del comune? Forse qualche spicciolo in piu’ si troverebbe per pulire le circa 600 caditoie presenti sul territorio… E forse non trasformeremo più SMCV IN VENEZIA per SOLI 10 minuti di pioggia ! #MirraDimettiti e fallo subito, risparmiamo 250mila euro!

  • May 21 , 2018

    moma

    Da casertacè

    S.MARIA C.V. L’insediamento del nuovo bar Moma è illegale e vi spieghiamo perché, punto per punto

     

    Il vecchio Moma

    SANTA MARIA CAPUA VETERE – Non per fare i guastafeste, ma solo per amor di equità. Sabato apre il nuovo Moma cioè il bar già esistente e ristrutturato nella zona di via Martiri di Nassirya. Ora non è che vogliamo scrivere sempre le stesse cose, ma qui a Santa Maria i pronunciamenti delle giurisdizioni sembrano che appartengono alla categoria delle barzellette a cui non bisogna dar credito. Per anni ci siamo occupati di questo spazio della città, dei palazzi costruiti da Enzo Natale, del fatto che il loro utilizzo in zona F era a nostro avviso fuorilegge e frutto di quella che definimmo la dottrina Mazzotti.

    Recentemente il Tar della Campania ha ribadito con due sentenze inappellabili e non appellate l’incompatibilità di quell’edificio con attività commerciali e uffici. Il tar si pronunciò su ricorsi presentati dai titolari di quelle attività commerciali, contro l’atto di diniego dato, al tempo dell’amministrazione Di Muro.

    La pronuncia negativa del tar si è esplicitata sia in relazione all’insediamento del Kinetic center che voleva insediarsi in quegli appartamenti sia in relazione ad una attività commerciale di ristorazione.

    Il passo fondamentale della sentenza n 1574/2016 è assolutamente esplicativo ma non sembra sia stato abbastanza chiaro il concetto espresso per l’Amministrazione comunale che continua a tollerare uffici e attività commerciali in quell’edificio, se è vero com’è vero che sabato apre il nuovo Moma.

    Questo il passo della sentenza 1574: “E’, infatti, davvero implausibile ritenere, sulla scorta dell’espressione “uffici parapubblici”, utilizzata dall’art. 39 delle n.a. del p.r.g. di Santa Maria Capua Vetere con riferimento alle “attrezzature di interesse comune”, che un esercizio commerciale, quale, appunto, quello di ristorazione, possa ricondursi ad una funzione collettiva – alla medesima stregua, ad es., di un istituto scolastico o religioso, di un centro sociale, culturale o ricreativo ovvero di un impianto sportivo –, anziché ad una funzione precipuamente imprenditoriale-lucrativa, ad esso intrinsecamente connaturata. A suffragio di un simile approdo, è richiamabile anche quanto osservato da questa Sezione nella citata sentenza n. 3259 del 21 giugno 2013, pronunciata, bensì, inter alios, ma – a dispetto delle obiezioni del Di Lorenzo – pur sempre con riguardo al medesimo edificio ubicato in Santa Maria Capua Vetere, alla via Caduti di Nassirya, ed assentito con i permessi di costruire n. 104 del 18 settembre 2003, n. 23 del 17 marzo 2005 e n. 53 del 30 aprile 2008; ovvero che la destinazione urbanistica per “opere di interesse collettivo”, finendo per confluire nelle opere di urbanizzazione secondaria ex art. 16, comma 8, del d.p.r. n. 380/2001, è incompatibile con la divisata destinazione d’uso commerciale, la quale non rientra, all’evidenza, nell’anzidetta categoria di opere di cui alla citata norma di settore e non giustifica, quindi, il goduto esonero dal pagamento del contributo di costruzione.“

    Poi, si capisce l’ostinazione di Gravante, anche giustificata nel voler edificare nel comparto SIATA in zona F. Perché agli altri sì e a lui no?

     

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