INGROIA CHI?

INGROIA CHI?

Ingroia e i cronisti passati dalle lodi all'affettata meraviglia La novità è...

e VERDINI?

e VERDINI?

Bell'affare la mostrificazione di Verdini Assolto nel processo detto P3. Ma intanto è...

Arriviamo al punto?

Arriviamo al punto?

 Da   CASERTACE'       Cadono i vincoli per le...

La storia negata

La storia negata

Oggi, 1 febbraio 1863, a Foggia la Commissione parlamentare d'inchiesta sul brigantaggio in...

  • INGROIA CHI?

    INGROIA CHI?

    Sabato, 17 Marzo 2018 17:48
  • e VERDINI?

    e VERDINI?

    Sabato, 17 Marzo 2018 17:40
  • Arriviamo al punto?

    Arriviamo al punto?

    Mercoledì, 21 Febbraio 2018 12:43
  • "Prostituirsi è un diritto costituzionale": i giudici di Bari contro la legge Merlin Per la Corte...

    Mercoledì, 07 Febbraio 2018 10:57
  • La storia negata

    La storia negata

    Mercoledì, 07 Febbraio 2018 09:11

La città deve sapere

  • Jan 30 , 2018

    Approvata la Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica. Enorme soddisfazione di tutti i promotori

  • Jun 30 , 2016

    CARO GLADIATORE

    Ho letto da qualche parte che,  nel passato, qualche sindaco ha “regalato” proprietà comunali a privati, o a associazioni professionali a canoni irrisori, o addirittura a gratis,

  • Jun 22 , 2016

    le motivazioni delle dimissioni.

Politica

  • Mar 17 , 2018

    ingroia

    Ingroia e i cronisti passati dalle lodi all'affettata meraviglia

    La novità è solo il sequestro di beni e la linea della difesa ha qualche fondamento. Nessuna voglia di infierire sull'ex pm dei due mondi, semmai su chi racconta, e ha raccontato, la sua parabola

    Oggi i giornali metteranno in pagina titoli visibili sulla notizia relativa al dottore Ingroia indagato per peculato dalla procura di Palermo, ma la notizia è vecchia e l’avete potuta leggere qui circa un mese fa. Questa rubrica ha curato passo dopo passo la singolare vicenda dell’ex pm dei due mondi divenuto prima commissario liquidatore poi amministratore della società partecipata regionale, poi divenuta interamente proprietà della regione Sicilia, addetta ai servizi informatici dell’ente locale.Della conduzione di Ingroia si è occupata per prima la magistratura contabile poi quella penale. L’indagine è stata in due fasi, un primo proscioglimento per alcune assunzioni poi la ripresa delle indagini su altre vicende. In mezzo, ecco quello che probabilmente fa da spartiacque, la riqualificazione del ruolo di Ingroia dopo l’uscita dalla società del socio privato. L’azienda cambia nome e con un miracolo contabile si affranca da un pesante passivo. Ingroia lo ritiene un successo della sua sagace conduzione e si assegna, divenuto amministratore, un corposo premio di produttività. La procura lo indaga per peculato. Tutto questo ve lo avevamo già raccontato. La notizia nuova riguarda solo il sequestro degli oltre centomila euro del premio. La linea difensiva si attesta sulla scrupolosa osservanza da parte dell’indagato delle leggi e delle procedere e conoscendo le vicende della regione può essere che, in linea di diritto abbia qualche fondamento. Intanto la nuova giunta guidata da Nello Musumeci non ha rinnovato l’incarico all’ex pm. Qui non c’è nessuna voglia di infierire su Ingroia, ma sui cronisti che ne cantarono le lodi e ora affettano meraviglia, è faticoso trattenersi.

  • Mar 17 , 2018

    Verdini

    Bell'affare la mostrificazione di Verdini

    Assolto nel processo detto P3. Ma intanto è stato fatto fuori da tutto

    16 Marzo 2018 alle 21:05

    Denis Verdini è fuori da tutto pur essendo stato il mediatore e l’architrave dei governi dei passati cinque anni, e colui che ha favorito un’operazione strategica, il patto del Nazareno, poi naufragata con le riforme elettorale e istituzionale in seguito alla rottura di Renzi e Berlusconi sul Quirinale. E’ fuori perché è stato mostrificato dal circuito mediatico-giudiziario. Ora è stato assolto dall’accusa di aver tramato contro le istituzioni, nel grottesco processo detto P3, per non aver commesso il fatto.

    Se fare politica sia un reato

    Cercare riservatamente di esercitare influenza non è da galera. Il processo per la P3 è una sceneggiata senza senso, a guardarla così, con buon senso. Il reato in questa zona grigia di azione politica e informativa non si vede, e se si veda è una definizione illiberale del reato.

    di Giuliano Ferrara

    Si farà anche questa, dopo la trattativa, processo senza fattispecie d’accusa chiara: il processo per la P3. Una sceneggiata senza senso, a guardarla così, con buon senso. Tutto comincia per una indagine non proprio d’impatto eccezionale su un affarista che vuole combinare qualcosa per l’eolico in Sardegna, e fa azione di lobby con il presidente della regione e i suoi amici del centrodestra. Seguono intercettazioni e appostamenti e foto. Si scopre che a casa Verdini si riuniscono in tanti, compresi un sottosegretario e due magistrati tutti già usciti dall’indagine e non rinviati a giudizio. Verdini e altri invece sì.

    Perché? Perché agiscono in segreto, contro la legge Anselmi sulla P2, riunendosi per sapere che ne sarà del lodo Alfano, che ne sarà della sentenza sui soldi di Berlusconi a De Benedetti. E vabbè, siamo borderline, concediamolo, ma il reato in questa zona grigia di azione politica e informativa non si vede, e se si veda è una definizione illiberale del reato. Infatti la riservatezza, il carattere privato delle riunioni di partito e di gruppo a scopi politici e istituzionali, non sembrerebbe proprio un reato da galera; se lo fosse, in troppi dovrebbero affollare i carceri italiani. Dicono che il patto del Nazareno è segreto: che vuol dire? Vuol dire che il risultato di un incontro e di un’alleanza politica per le riforme istituzionali, se ci fosse stata qualche chiacchiera di troppo tra i contraenti la stipula, diventa reato penale. Via, signori giudici: l’eolico non si fece, il lodo Alfano fu dismesso, i soldi a De Benedetti furono pagati e in gran copia, e l’uso di riunirsi per ottenere informazioni e influire su nomine e politiche pubbliche non è ancora né crimine né peccato mortale.

Mala Politica

  • Feb 21 , 2018

    chiesa

     Da   CASERTACE'    

     

    Cadono i vincoli per le opere-standards a favore dei cittadini, presto fioccheranno concessioni edilizie aiosa

    Il comune alla scadenza quinquennale, si avvia a non reiterare i vincoli per moltissime aree e quindi i proprietari rivolgendosi direttamente all'amministrazione comunale......

    S.MARIA.CV. (g.g) - Quando la politica é serva dell'economia la città inevitabilmente diventa merce di scambio in ogni sua parte, succede, allora, di interessarsi più alla "vocazione edificatoria" dei suoli e di considerare inutile e superfluo ogni vincolo e ogni destinazione che non sia di natura edilizia. 
    A SMCV gli standard urbanistici (aree dedicate ad attrezzature, spazi e servizi di interesse comune), sono in decadenza. Le aree destinate a scuole, parchi, piazze, biblioteche, attrezzature sanitarie e sportive sono erose da utilizzazioni private o, distorte dal loro uso, dalla commercializzazione selvaggia, dove il cittadino diventa cliente e il portatore di diritti si riduce a portatore di interessi economici altrui. Questo è un andazzo che va avanti da anni e anni.
    Anche l'ultimo baluardo dei vincoli urbanistici espropriativi, preordinati alla destinazione di insediamenti o infrastrutture di interesse collettivo e di pubblico servizio, è in rovinoso declino . 
    E possiamo dire che negli ultimi anni la tendenza sembra essere addirittura in peggioramento; si stanno infatti registrando numerosi casi in cui per diverse aree sottoposte a vincolo espropriativo di durata quinquennale non è stata adottata la reiterazione/rinnovo del vincolo da parte degli uffici comunali preposti e per le quali, in attesa del nuovo PUC, avrebbero potuto invece adottare la norma di salvaguardia prevista dall'art.10 della L.R...

    Le pressioni dei titolari di quelle aree, ovviamente, sono appannaggio della nomina di un commissario provinciale ad acta che, per legge, decreta un provvedimento da sottoporre alla giunta provinciale per l'ottenimento dell'immediata cessazione del vincolo con conseguente riapproprio del bene e relativo rilascio della concessione edilizia. 
    Ci si chiede perché il comune, il quale ha l'obbligo di procedere alla ripianificazione dell'area rimasta priva di disciplina urbanistica, preferisce dare voce in capitolo alla giunta provinciale e perdere definitivamente queste aree così importanti per la città?
    Possibile che le somme per la reiterazione dei vincoli non siano state inserite nel bilancio comunale?
    Con tutte queste continue modifiche - che importano varianti al PRG senza passare dal consiglio comunale - come si può arrivare alla definizione del PUC?

     

  • Feb 02 , 2018

    Qualche volta,nonostante tutto e tutti, vivere

     al sud è molto più rassicurante …

    CRONACHECorriere della Sera

  • Jan 30 , 2018

    Legambiente: codice rosso per lo smog, sono 39 le città «fuorilegge»

Costume

Sorridiamo Insieme

Online

Abbiamo 9 visitatori e nessun utente online

Note Legali